L’attesa di diverso giudicato sul medesimo verbale ispettivo non giustifica la sospensione “necessaria”




Ai fini della sospensione necessaria del processo, non è configurabile un rapporto di pregiudizialità necessaria tra cause pendenti fra soggetti diversi, seppur legate fra loro da pregiudizialità logica, in quanto la parte rimasta estranea ad uno di essi può sempre eccepire l’inopponibilità, nei propri confronti, della relativa decisione


Un datore di lavoro aveva impugnato un verbale ispettivo redatto dai funzionari di vigilanza Inps che avevano accertato per un dato periodo, la registrazione illegittima di numerose ore di assenza o permessi non retribuiti dei dipendenti, sottraendo i relativi importi alla contribuzione previdenziale, al fine di far ritenere non dovuti i premi Inail richiesti dall’Istituto su quella base. Il Giudice di prime cure, nel procedimento così promosso, aveva disposto con ordinanza la “sospensione necessaria” del giudizio, in attesa del giudicato nella causa relativa all’impugnazione del medesimo verbale proposta dal medesimo datore di lavoro nei confronti dell’Inps. L’Inail ha così proposto regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Tribunale.
L’istituto assicuratore, in particolare, contesta la sussistenza dei presupposti per la sospensione necessaria.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato. L’ordinanza impugnata, infatti, non è in linea con l’orientamento secondo cui ai fini della sospensione necessaria del processo, non è configurabile un rapporto di pregiudizialità necessaria tra cause pendenti fra soggetti diversi, seppur legate fra loro da pregiudizialità logica, in quanto la parte rimasta estranea ad uno di essi può sempre eccepire l’inopponibilità, nei propri confronti, della relativa decisione.





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