La Legge di Bilancio 2026 ha reintegrato la possibilità di assegnazione facilitata di immobili ai soci, utilizzando un’imposta sostitutiva ridotta. Il fulcro di questa questione riguarda l’assunzione di debiti relativi all’immobile assegnato e l’essenziale necessità di disporre di un patrimonio netto sufficiente da distribuire.
Secondo l’interpretazione più cauta adottata dal Notariato, l’assunzione del mutuo da parte del socio non può compensare l’assenza di riserve disponibili indispensabili per procedere all’assegnazione. In termini fiscali, il valore standard dell’immobile, detratto dai debiti assunti, decrementa l’aggravio fiscale della quota del socio.
L’analisi si estende anche al trattamento delle imposte indirette, differenziando i debiti direttamente legati all’immobile dalle passività autonome, che potrebbero causare un’imposta di registro aggiuntiva.
È posta particolare enfasi sul rischio di “enunciazione” di contratti non registrati nell’atto notarile, che potrebbero comportare conseguenze fiscali e una responsabilità condivisa del notaio.
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