Nel maggio 2026, l’INPS ha emesso delle indicazioni operative sul Decreto lavoro 2026 (D.L. n. 62/2026), riguardante nuovi sgravi contributivi progettati per promuovere la stabilità lavorativa di giovani, donne e lavoratori in aree svantaggiate. Questi benefici non si applicano a contratti con la pubblica amministrazione, lavori domestici o rapporti di apprendistato. Gli datori di lavoro devono dimostrare il rispetto degli accordi collettivi e, se necessario, un aumento netto dell’occupazione.
Il Bonus giovani 2026 prevede un’esenzione del 100% dei contributi previdenziali per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani sotto i 35 anni, purché siano disoccupati da almeno 24 mesi o da 6 mesi con determinati criteri di svantaggio. Tale beneficio è limitato a 500 euro al mese, per 24 mesi per i lavoratori molto svantaggiati e 12 mesi per gli altri, ma può essere aumentato a 650 euro nelle aree della ZES Unica o in aree di crisi industriale.
Il Bonus ZES è destinato ai datori di lavoro privati che assumono fino a 10 dipendenti non dirigenti nelle aree della ZES Unica. Questo beneficio si applica ai lavoratori di 35 anni o più, disoccupati da almeno 24 mesi, e offre un’esenzione totale dei contributi previdenziali fino a 650 euro al mese, per favorire lo sviluppo occupazionale nel Mezzogiorno e in aree interne e minimizzare le disparità regionali.
Il Bonus donne offre un’esenzione totale dei contributi previdenziali, a eccezione dei premi INAIL, per l’assunzione a tempo indeterminato di donne svantaggiate o molto svantaggiate. Questo beneficio dura fino a 24 mesi e si applica a donne di tutte le età che sono state disoccupate per almeno 24 mesi, o 6 mesi con condizioni specifiche di svantaggio. Il massimale regolare è di 650 euro al mese, ma può essere aumentato fino a 800 euro per le assunzioni nelle regioni della ZES Unica.

