Nell’ordinanza n. 16134 del 25 maggio 2026, la Corte di Cassazione ha stabilito una serie di principi legati alla doppia imposta sui residenti italiani. Secondo la sentenza, un contribuente italiano non perderà il diritto al credito per le imposte pagate in Germania, anche se non ha dichiarato tali redditi o omesso di indicare tali entrate provenienti dall’estero. Questo contesto riguarda un residente italiano che aveva ricevuto avvisi di accertamento per i dividendi, i redditi immobiliari e gli interessi prodotti in Germania. Inizialmente, l’Agenzia delle Entrate aveva negato il diritto di scomputare queste imposte estere sulla base dell’articolo 165, comma 8, del TUIR.
Tuttavia, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’articolo 24 della Convenzione Italia-Germania contro le doppie imposizioni ha la precedenza. La sentenza afferma che una norma interna non può imporre limiti non presenti in tale accordo internazionale. Quindi, anche se l’omissione dichiarativa potrebbe portare a sanzioni, non comporta automaticamente la perdita del diritto di evitare la doppia imposizione.
Il caso stabilisce un importante precedente nel diritto tributario italiano, che potrebbe avere ripercussioni su come i contribuenti italiani con redditi o proprietà all’estero affrontano questioni fiscali. Oltre a ciò, afferma il principio secondo cui le leggi internazionali e gli accordi hanno la precedenza rispetto alle norme interne. Inoltre, ribadisce che i contribuenti non dovrebbero essere penalizzati per errori o omissioni dichiarative attraverso misure punitive come la perdita del diritto di evitare una doppia imposta.
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