Con riferimento al Reddito di cittadinanza, il Ministero del lavoro ha approvato le linee guida per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale, con le quali sono individuati gli strumenti operativi per la valutazione multidimensionale dei bisogni dei beneficiari del Rdc convocati dai servizi sociali dei Comuni, per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale e per l’attivazione dei sostegni previsti.
In particolare, è stata attivata nuova sezione web dedicata agli operatori dei servizi sociali dei Comuni, la quale descrive il percorso che porta alla sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale e raccoglie le informazioni tecniche e gli strumenti operativi per sostenere il delicato compito che gli operatori sono chiamati a svolgere.
In particolare, dalla suddetta sezione è possibile accedere anche alla Piattaforma per la gestione dei dei Patti per l’inclusione sociale (GePI), che traduce in formato elettronico gli strumenti per la valutazione e la progettazione personalizzata dei Patti per l’inclusione sociale. La Piattaforma è stata sviluppata per rendere più efficace il lavoro degli assistenti sociali, secondo il modello condiviso con le Linee guida, oltre che per semplificare le procedure, rendere più agevoli i controlli e lo scambio delle informazioni, consentendo ai Comuni e agli Ambiti Territoriali un immediato accesso ai dati rilevanti. La stessa Piattaforma consente altresì l’alimentazione del Sistema informativo dei servizi sociali, necessario a migliorare la capacità di programmazione degli interventi e dei servizi sociali.
La nuova sezione, poi, raccoglie tutte le informazioni sugli interventi formativi che il Ministero sta promuovendo nei territori per assicurare metodologie di intervento uniformi e appropriate che possano accompagnare efficacemente i cittadini nel loro percorso di fuoriuscita dalla condizione di povertà e dall’esclusione sociale.
Si ricorda che, la ratio del Patto per l’inclusione sociale è che il reddito da solo non basta ad uscire dalla povertà, in quanto la mancanza di reddito spesso non è la causa della povertà, ma il suo effetto. Le cause, invece, possono essere diverse e, tipicamente, di natura multidimensionale. Per evitare le “trappole della povertà” è importante agire sulle cause con una progettazione personalizzata che individui bisogni e risorse di ogni nucleo famigliare, predisponga interventi appropriati, lo accompagni verso l’autonomia. L’obiettivo è quello di accompagnare il sostegno economico, con un progetto concretamente orientato alla rimozione delle condizioni che sono alla radice della situazione di povertà.
L’adesione al Patto per l’inclusione sociale (o al Patto per il lavoro), per i nuclei non esentati, è una condizione necessaria per il mantenimento del beneficio economico. Il Patto deve essere sottoscritto dai componenti del nucleo familiare entro 20 giorni lavorativi dalla data in cui è stata effettuata l’Analisi preliminare.
Sono previste sanzioni, nonché la sospensione e decadenza dal Reddito di cittadinanza, nelle ipotesi di mancato rispetto degli impegni assunti dal nucleo familiare con la sottoscrizione del Patto per l’inclusione sociale (per mancata presentazione alle convocazioni o agli appuntamenti, o per mancato rispetto di altri impegni previsti dal Patto per l’inclusione sociale).
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