Reso merce in negozio: procedura di storno corrispettivi telematici



In relazione all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri, qualora sia riconosciuta alla clientela la facoltà di restituire la merce in cambio di sostituzione, “buono-acquisto” ovvero del rimborso integrale del prezzo pagato, si applicano le procedure già utilizzate con lo scontrino o ricevuta fiscale, garantendo la ricostruzione delle operazioni in caso di controllo (Agenzia delle Entrate – Principio di diritto 01 agosto 2019, n. 21)

Con il passaggio alla memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni al dettaglio e attività assimilate (dal 1° gennaio 2020, ovvero dal 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume d’affari superiore a 400.000 euro annui) è previsto il rilascio alla clientela di un documento commerciale che sostituisce lo scontrino o ricevuta fiscale, salvo la richiesta espressa della fattura.
Qualora sia riconosciuta alla clientela la facoltà di restituire la merce entro 30 giorni dall’acquisto ricevendo in contropartita la sostituzione, o un “buono-acquisto” per merce di pari valore da spendere successivamente, ovvero il rimborso integrale del prezzo pagato occorre attivare una procedura che consenta di correlare la restituzione del bene ai documenti probanti l’acquisto originario.
A tal fine, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che devono ritenersi valide le regole già in uso con la certificazione dei corrispettivi mediante scontrino o ricevuta fiscali, individuate con le Risoluzioni 5 ottobre 2001, n. 154/E e 5 dicembre 2003, n. 219/E, rispettivamente, per l’ipotesi di sostituzione con altro prodotto o con buono-acquisto, e per la fattispecie di rimborso integrale del prezzo pagato.


Per quanto riguarda l’ipotesi di sostituzione del bene con altro prodotto di uguale o maggior valore, ovvero con un “buono-acquisto” da spendere in un momento successivo alla restituzione dello stesso, è stato chiarito che nel momento della restituzione della merce, deve essere sottratta la somma da rimborsare dal pari o maggiore corrispettivo dovuto per gli altri beni scelti dal cliente. Tuttavia, poiché il corrispettivo afferente il bene reso è comprensivo della relativa quota di IVA incorporata, tale procedura può essere adottata qualora il cedente registri i corrispettivi senza distinzione di aliquota, utilizzando il cosiddetto metodo della “ventilazione dei corrispettivi”, atteso che la liquidazione dell’imposta è effettuata sulla base della composizione degli acquisti, distinti per aliquote.
Invece, nel caso in cui l’annotazione dei corrispettivi sia eseguita distintamente per aliquote, è possibile rilasciare al cliente un buono-sconto di importo pari al valore della merce resa con l’indicazione dell’IVA applicata; ciò a condizione che l’aliquota relativa al corrispettivo dei beni resi sia la stessa di quella relativa ai beni dati in sostituzione.
In ogni caso, deve essere acquisito, anche in copia fotostatica, lo scontrino emesso per la merce oggetto di restituzione. Lo stesso va conservato insieme allo scontrino di chiusura giornaliero del giorno nel quale viene eseguita la sostituzione dei beni resi, in modo da documentare l’operazione in sede di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria.


Con riferimento all’ipotesi di rimborso integrale del prezzo pagato, si configura un’ipotesi di esercizio del diritto di recesso al quale segue la risoluzione, con effetto retroattivo, del contratto di vendita stipulato tra le parti, con il conseguente venire meno, ex tunc, dell’operazione imponibile. In tal caso la procedura di reso deve fornire tutti quegli elementi che servono a correlare la restituzione del bene ai documenti probanti l’acquisto originario, quali: le generalità del soggetto acquirente; l’ammontare del prezzo rimborsato; i dati di riferimento del documento certificativo dell’operazione originaria; il numero di identificazione attribuito alla pratica di reso, che deve essere riportato su ogni documento emesso per certificare il rimborso.
A ciò si aggiunga il supporto offerto dalle scritture ausiliarie di magazzino che consentono, se correttamente tenute, di conoscere la movimentazione fisica del bene reinserito nel circuito di vendita.


In fase di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria, deve essere possibile ricostruire la vicenda di ogni singola operazione economica, trovando perfetta rispondenza nell’ammontare dei corrispettivi trasmessi e nelle registrazioni effettuate.





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