Abuso di diritto e disallineamento fiscale: i chiarimenti dell’Agenzia

L’Agenzia delle Entrate ha risposto a un interpello riguardante un’operazione finanziaria di una società che prevede l’emissione di un prestito obbligazionario subordinato e privo di garanzie nel contesto di significativi investimenti programmati per il futuro. Queste obbligazioni, di tipo “one coupon”, prevedono il pagamento di un’unica cedola alla scadenza e hanno un orizzonte temporale di 15-20 anni, con un tasso di interesse annuo composto fino al 16,5%, in linea con il rischio imprenditoriale e la subordinazione.

L’istanza si poneva la questione se tale operazione potesse configurarsi come abuso del diritto ai sensi dell’articolo 10-bis della Legge n. 212/2000, poiché si osservava un disallineamento temporale tra la tassazione degli interessi attivi per gli investitori e il riconoscimento della deduzione fiscale degli interessi passivi da parte della società, che avviene secondo il principio di competenza economica.

L’Agenzia sottolinea che per considerare abusiva un’operazione, devono coesistere tre condizioni: il conseguimento di un vantaggio fiscale indebito, l’assenza di sostanza economica e l’essenzialità del vantaggio fiscale. Se anche uno solo di questi requisiti manca, l’operazione non può essere considerata abusiva. È inoltre specificato che operazioni giustificate da valide ragioni economiche, non marginali, non vengono classificate come abusive.

Riferendosi all’Atto di indirizzo ministeriale del 27 febbraio 2025, l’Agenzia evidenzia che l’analisi di singole operazioni dovrebbe focalizzarsi sulla ragione economica della norma applicata, e un giudizio positivo esclude automaticamente l’abuso, senza necessità di ulteriori verifiche.

L’Agenzia ha concluso che l’operazione proposta dalla società non costituisce abuso del diritto, poiché non si riscontra alcun vantaggio fiscale indebito per i soggetti coinvolti. L’obiettivo principale dell’operazione è finanziare investimenti strategici, con impatti positivi sull’occupazione e sull’economia locale. La raccolta di liquidità è vista come essenziale per sostenere un piano finanziario a lungo termine, senza l’intento di generare un “salto d’imposta”.

Pertanto, il disallineamento temporale tra tassazione degli interessi attivi e deduzione degli interessi passivi è considerato compatibile con le finalità fiscali, riflettendo la natura peculiare del negozio obbligazionario di tipo one coupon. In sintesi, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che l’operazione non abbia violato i principi fiscali e non si qualifichi come abuso del diritto, avendo validi fondamenti economici e strategici per la società.

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