Le istruzioni del Modello Redditi PF 2026 chiariscono che i rimborsi per spese di vitto, alloggio, viaggio e taxi riaddebitati al committente saranno considerati come parte del reddito di lavoro autonomo se le spese sostenute in Italia non sono state pagate con strumenti di pagamento tracciabili. Questa regolamentazione è indicata all’articolo 54, comma 2-bis, del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) che stabilisce l’esclusione dal reddito a condizione della tracciabilità del pagamento.
Se non viene rispettato questo requisito, il rimborso viene considerato come un normale compensativo professionale e deve essere riportato nella riga RE2 del quadro RE della dichiarazione dei redditi. Per fare un esempio pratico, se un professionista paga un pranzo di lavoro in contanti, senza quindi a disposizione uno strumento tracciabile di pagamento, il rimborso per questa spesa andrà considerato come reddito di lavoro autonomo.
Le istruzioni ISA 2026 mettono in relazione questo tipo di rimborso con il rigo H02 del quadro H, che rappresenta i compensi risultanti dalla riga RE2. Quindi, c’è un principio di coerenza dichiarativa, in cui i rimborsi non tracciati devono essere considerati sia nel calcolo dei redditi professionali sia nei dati contabili per l’applicazione degli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA).
Questo significa che la verifica della tracciabilità diventa un passaggio cruciale per i professionisti durante la preparazione del Modello Redditi PF 2026 e ISA 2026. Quindi, per evitare di dover includere i rimborsi delle spese nel proprio reddito di lavoro autonomo, è indispensabile assicurarsi di pagare le spese sostenute in maniera tale che sia possibile tracciarne il pagamento. Le spese che non rispettano questo requisito devono quindi essere dichiarate come compensi professionali.
In sostanza, le linee guida del Modello Redditi PF 2026 e ISA 2026 invitano i professionisti a prestare particolare attenzione alla tracciabilità dei loro pagamenti, in modo da garantire che i rimborsi spese siano correttamente categorizzati. In caso contrario, i professionisti potrebbero trovarsi a dover dichiarare un reddito più alto di quanto reale, con tutte le conseguenze del caso in termini di tassazione.

