Requisiti, domanda e costi per l’iscrizione di imprese culturali e creative

La legge n. 206/2023 ha istituito una nuova categoria di impresa nota come impresa culturale e creativa, creando una sezione dedicata nel Registro delle imprese. Possono aderire a questa definizione entità di qualsiasi tipo giuridico, tra cui lavoratori autonomi, entità del Terzo settore, imprese sociali e startup innovative, a condizione che siano già registrati nel Registro delle imprese o nel REA. È necessario che questi soggetti svolgano un’attività economica stabile, la quale deve essere prevalentemente di natura culturale o creativa. Inoltre, devono avere una sede in Italia o essere fiscalmente rilevanti per l’Italia, e il loro codice ATECO deve essere in linea con quello specificato nei relativi decreti attuativi. La domanda di riconoscimento come impresa culturale e creativa può essere presentata solo online tramite la Comunicazione Unica, utilizzando i modelli S5 o I2. Non è richiesto l’invio di documenti aggiuntivi e la procedura riguarda esclusivamente l’iscrizione o la cancellazione nell’elenco delle imprese culturali e creative. È possibile includere nel nome dell’impresa le parole “Impresa culturale e creativa” o “ICC”. La procedura prevede il pagamento di diritti di segreteria e di bolli, le cui cifre variano in base alla forma giuridica dell’entità. L’ultimo paragrafo sembra essere un frammento di codice per integrare Facebook sul sito, non pertinente al contenuto da riassumere.

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