Il progetto di decreto per attuare la direttiva UE 2023/970 introduce nuovi doveri mirati a garantire la parità retributiva tra maschi e femmine, validi sia per i datore di lavoro privati che pubblici. La retribuzione viene interpretata in senso lato, includendo componenti variabili e in natura. I datori di lavoro sono tenuti ad utilizzare criteri neutrali ed oggettivi per valutare lo stesso lavoro o lavoro di pari valore. Negli annunci di lavoro sarà necessario indicare lo stipendio iniziale o un range salariale, con il divieto di richiedere ai candidati dettagli sulle loro precedenti buste paga. Le aziende dovranno rendere fruibili i criteri per stipendi, avanzamenti e premi. I lavoratori avranno il diritto di chiedere dati sui livelli salariali medi di categorie comparabili, suddivise per sesso, con risposta scritta entro sessanta giorni. Se esistono differenze salariali pari o superiori al 5% non giustificate, si attiverà una valutazione congiunta e l’implementazione di provvedimenti correttivi.
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